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| TECNOLOGIA |
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| Trattamento dell'aria |
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CINQUE DOMANDE SULLA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA
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CHE COSA SI INTENDE CON VENTILAZIONE DOMESTICA E COME PUO’ AIUTARCI A RISPARMIARE ENERGIA?
La ventilazione domestica, o Ventilazione Meccanica Controllata, è una tecnologia creata per far sì che in abitazioni perfettamente coibentate e private di qualsiasi infiltrazione d’aria naturale al fine di contenere i consumi energetici, si possa ricambiare l’aria riducendo al massimo la necessità di riscaldare quella immessa.
Per fare ciò, nelle case a bassissimo consumo, si inseriscono sistemi composti da ventilatori, canali e scambiatori di calore, che hanno lo scopo di ricambiare il giusto quantitativo d’aria recuperando il calore dall’aria espulsa per cederlo a quella immessa. Infatti, su case di questo tipo, la quantità di energia necessaria per scaldare l’aria di rinnovo può raggiungere il 50% sul totale dell’energia necessaria per il riscaldamento o condizionamento dell’edificio.
Quindi il recupero di calore è un elemento essenziale perché, dopo aver ridotto al minimo le dispersioni di energia attraverso le pareti e le superfici finestrate degli edifici, bisogna necessariamente incidere sulla riduzione delle dispersioni per ventilazione e ciò non può essere fatto eliminando il ricambio dell’aria per non incorrere in gravi problemi di salubrità dell’aria interna.
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L’apertura delle finestre non è sufficiente a garantire il ricambio?
In una costruzione moderna no.
Infatti le finestre vengono aperte per pochi momenti nell’arco della giornata, dando adito ad un grande ricambio d’aria di breve durata e - soprattutto nel periodo invernale - abbassando la temperatura della casa, con spreco di energia necessaria per riportarla alla temperatura ottimale, senza risolvere i problemi di qualità dell’aria interna. Infatti produciamo vapore acqueo e CO2 con la respirazione o altri inquinanti con le normali attività domestiche, soprattutto la sera e durante la notte, durante il sonno, momenti in cui le finestre solitamente non vengono aperte. La VMC ha lo scopo di sostituire lo spiffero, non l’apertura delle finestre, riducendone la portata e recuperando il calore dell’aria ricambiata.
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Come funziona materialmente un sistema di ventilazione con recupero di calore?
Il sistema si basa su un ventilatore a basso assorbimento elettrico e bassa rumorosità che estrae l’aria in continuo dai bagni e dalle cucine e immette altrettanta aria esterna nei soggiorni e nelle camere da letto. L’aria estratta e quella immessa transitano attraverso uno scambiatore di calore, nel quale la più calda cede il proprio calore a quella più fredda, limitando la necessità di riscaldarla. Il recuperatore è composto da un sandwich di piastre in pvc o alluminio che separano i due flussi d’aria perché non si miscelino, ma consente lo scambio di calore tra loro. La portata è regolata in maniera molto precisa mediante particolari bocchette, che la limitano a quanto previsto in fase di progetto, ed è distribuita con una rete di condotti.
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Quanta energia termica può venire recuperata?
Attualmente esistono recuperatori di calore in grado di recuperare fino al 90% dell’energia termica dall’aria estratta cedendola all’aria immessa. In questi casi io ricambio ad esempio 100 metri cubi all’ora, ma dal punto di vista termico è come se ne ricambiassi 10. Nonostante l’uso di energia elettrica per alimentare i ventilatori, grazie all’uso di motori elettrici particolarmente performanti e a reti di distribuzione dell’aria a bassa pressione, il bilancio energetico è decisamente a favore di questi sistemi di ventilazione rispetto allo spiffero di buona memoria.
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Questo genere di sistemi può essere introdotto in ogni abitazione?
Certamente può essere introdotto in qualsiasi edificio di nuova costruzione, soprattutto se si tratta di costruzioni di nuova generazione a basso o bassissimo fabbisogno di energia. Sono sistemi che devono essere progettati accuratamente perché possano funzionare al meglio, dando il massimo del confort unito al massimo risparmio energetico.
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